(Culo di copertina preso in prestito a insaputa di Fabbri e Antonucci,
che quando l’hanno scoperto hanno letto il pezzo e non gli è piaciuto)

E così la grande battaglia del Salone del Libro di Winterfell tra gli antifascisti di Danaerys Targaryen e i White Walkers di Altaforte si è finalmente conclusa. I buoni hanno vinto, i cattivi hanno perso, Walt Disney si è comprato anche la realtà e il ritorno di Mussolini è stato scongiurato per sempre.

Grandi, ragazzi! I nostri Padri Partigiani a guardia della Barriera non avrebbero saputo fare di meglio, a parte, forse, combattere veramente contro i fascisti quando i fascisti erano la più grande potenza militare al mondo, mica dei tipografi con seri problemi di marketing.

Ma erano altri tempi, all’epoca non c’era ZeroCalcare che si incatenava dietro a un banchetto per regalare disegnini a migliaia di persone, salvo minacciare di non farlo più e di far perdere agli organizzatori dell’evento la possibilità di staccare altrettante migliaia di biglietti. I fascisti saranno anche il Male, ma una scarsa affluenza al Salone sarebbe il Peggio.

Protesta non violenta, mi si dice. Ottimo. Anche Gandhi non avrebbe saputo fare di meglio, a parte, forse, combattere veramente contro gli inglesi, quando gli inglesi erano la più grande potenza coloniale al mondo, mica un gruppetto di testoline rasate capaci di occupare, al massimo, uno stabile in via Napoleone III, a Roma.

Ma erano altri tempi. All’epoca non c’era una campagna elettorale in corso per accaparrarsi delle poltrone al Parlamento Europeo con qualunque mezzuccio, fosse anche sostenere idee nelle quali non si crede davvero pur di compattare la propria base e screditare gli avversari, nemmeno fosse una stagione di Italia’s Got Talent.

Se in questi decenni il fascismo non è ancora stato screditato abbastanza, forse il problema non sta nei fascisti e nell’appeal che ancora riescono ad avere tra le persone più disagiate, ma in chi ha sottovalutato la loro resilienza. CasaPound esiste dal 2008, Salvini fa politica dal 1990 , la Costituzione Italiana esiste dal 1947, e solo oggi qualcuno si è ricordato che l’apologia di fascismo è un reato. Complimenti per i riflessi.

E sempre oggi gli antifascisti hanno capito che, per ottenere certi risultati, le tecniche fasciste risultano molto più efficaci, alla faccia di Voltaire (o chi per lui) e del suo “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita pur di permetterti di continuare a fare la figura del coglione”. Molto meglio un messaggio più semplice che arriva diretto diretto alla pancia della gente, tipo “Il pallone è mio e tu non giochi più”.

“Tu non puoi passare”, hanno urlato i novelli Gandalf. Nemmeno si fosse trattato di una ristampa aggiornata del Mein Kampf, o di un Blu-Ray con contenuti speciali di tutta la filmografia di propaganda della prima Leni Riefenstahl, o una copia di Jud Süß di Veit Harlan. Tutta roba che non trovi facilmente in giro, ma che nemmeno è andata bruciata, perché le aberrazioni del genere umano non si eliminano nascondendo la cenere sotto al tappeto, ma conoscendole, affrontandole e avendone la meglio, magari lucrandoci sopra con ore e ore di documentari a pagamento.

Ma erano altri tempi. All’epoca c’era gente come Gramsci, Togliatti e Pertini, c’erano Eisenhower e Churchill. Oggi c’è Jim Carrey, che è un po’ come se Rita Pavone a un certo punto si mettesse a… ah, già.

E alla fine chi ha vinto davvero? Impedire a una quasi sconosciuta Altaforte di vendere qualche centinaio di copie adesso, come impedirà a un’Altaforte ormai conosciuta a livello nazionale di venderne migliaia in futuro, magari aggiungendo un paginone centrale col Duce in bikini?

Cosa impedirà ai fascisti di credersi una grande e influente potenza piuttosto che un piccolo manipolo di scarafaggi appena usciti dalle fogne, addirittura capace di far reagire il mondo della cultura nella maniera scomposta in cui ha appena reagito?

Cosa impedirà a me di dirti che, in uno sgangherato tentativo di esprimere il tuo antifascismo, alla fine, più che fargli un torto gli hai fatto un favore?

Forse alcune persone hanno così tanta paura di guardare al passato che dal passato non sono più nemmeno in grado di imparare dagli errori?

Chissà. In fondo il passato è passato, e quelli erano davvero altri tempi. Oppure no?