La Terra sta morendo.

Questo dovrebbe essere l’incipit di un film fantascientifico con me a capo di una spedizione spaziale alla ricerca di un buco di sceneggiatura che possa salvare l’umanità, e invece…

La minaccia è seria: se entro dieci anni non smettiamo di scorreggiare anidride carbonica rischiamo di finire catapultati in un mondo post-apocalittico in cui è estate tutto l’anno.

Ora non posso fare a meno di immaginarmi splendida guerriera a capo della resistenza che redimerà l’umanità da un nuovo medioevo fatto da raggaeton, zumba in spiaggia e gruppi WhatsApp di Ferragosto con dentro novantasei membri.

Tuttavia è arrivato il momento di distruggere questo pensiero unico e globalista che vede nell’uomo l’unico responsabile della catastrofe climatica. Per me la vera stronza è la natura.

Ammetto di avere un rapporto di odio e basta con la natura, maturato soprattutto nel vedere le mie colleghe che a pranzo divorano cotolette incatramate nel lardo di scrofa e portano comunque una taglia 40, mentre io affondo la forchetta nella Jocca, consapevole che nessun socialismo potrà riscattare questa ingiustizia, ma tornando a noi…

Il punto è che la natura ha tutti i media a favore e viene sempre dipinta come l’unica vittima.

Flora e fauna si adattano e armonizzano la loro esistenza in base ai requisiti dell’ambiente in cui si trovano. Ci sono, per esempio, una stagione degli amori e una per il letargo, e nessun animale fa eccezione. Non risultano esserci cinciallegre impegnate nella stagione dei saldi.

Tutto è ordinato, prevedibile, senza sbavature. L’uomo, invece, in questa narrazione è sempre opportuno come l’amicone che, durante il ricevimento, regala agli sposi i maccheroni a forma di cazzo.

Noi le rompiamo proprio, le gerarchie intendo, e siamo pure degli ingrati, visto quanto ci dà in cambio la natura!

Ecco, io sono stufa di tutte queste balle.

Vivere secondo la volontà della natura significa vivere in un totalitarismo in cui un’orribile tiranna ci dice quando dormire, mangiare e scopare con la scusa di mantenere l’armonia tra le specie viventi. Poi, quando non sa più come gestire la noia della domenica pomeriggio con il centro commerciale chiuso, la natura fa qualche milione di morti con un bel meteorite o con qualche epidemia che si trasmette con la forfora.

All’inizio l’umanità ha provato a farsene una ragione creando fan-fiction, chiamate mitologie, e dei roaster di personaggi, chiamati dei, utilizzabili a piacimento in storie di sesso e cronaca nera per dare un senso a tutto. Se ci si fa caso, la Passione, in fondo, non è altro che un legal drama sugli errori giudiziari.

Poi è nata la scienza e l’uomo ha scoperto come incatenare la natura alla testiera del letto e tenere a bada la sua sociopatia: schiavizzandola.

La natura, però, non avrebbe mai permesso a dei primati cugini delle scimmiette che battono i piatti di detronizzarla senza fare della resistenza. Confinata in qualche patetica riserva marittima, la natura non ha mai finito di rovinarci la vita, rivelando di ricerca in ricerca scientifica la sua anima crudele.

Vuoi mangiare un sacco di dolci e pasta? No, non puoi, perché ti scoppia il pancreas, ti viene il diabete e muori.

Cerchi su Google quale alimento è più adatto a una vita sana? Ovviamente è qualche zucca purulenta al sapore di cartone pressato.

Vuoi riposarti? Non puoi, perché se non fai almeno settantadue piani di scale a piedi al giorno la ciccia ti fa scoppiare le vene del cervello e muori.

Vuoi fare sesso con il tuo primo match su Tinder? L’AIDS.

Vuoi fare sesso orale ed evitare bacilli? E allora la stronza crea il batterio del cunnilinguus e ti fa venire un cancro alla gola. E muori.

Per proteggere la natura dal cambiamento climatico dovremmo andare in Erasmus in carrozza, dovremmo assumere degli amanuensi per archiviare le chat con i nostri ex e i nostri vibratori dovrebbero essere in madreperla.

Quindi, per salvare la Terra, io propongo di prendere la natura, di affrontarla a muso duro e poi magari fare pace con il sesso.

E contagiarle l’AIDS.

Cost impara, la prossima volta, a farmi delle colleghe che non ingrassano. Maledetta!

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