Ormai è la moda del momento. Non c’è una sola azienda italiana che non abbia dato al suo ufficio marketing l’obiettivo di realizzare uno spot “gay friendly”, in modo da strizzare l’occhio a quella fetta di mercato che Barilla, tempo fa, si è colpevolmente lasciata sfuggire. La strenua difesa della famiglia tradizionale (quelle in cui i genitori picchiano i figli, o divorziano per colpa di prostitute minorenni, portando i figli all’abuso di anfetamine e di album dei My Chemical Romance) non ha pagato, il messaggio è stato recepito, ed è giunto il momento di correre ai ripari. Così, in un momento di estrema generosità, ho deciso di mettere nero su bianco 5 proposte di spot che, forse, un giorno andranno in onda sulle reti Rai, subito dopo l’Angelus o durante una replica di Don Matteo. Se così dovesse essere, se mai una di queste proposte dovesse essere realizzata e trasmessa, giuro che non chiederò mai un centesimo di diritti d’autore, quanto, piuttosto, di vedere in prima serata Beppe Bigazzi che strilla in faccia ad Antonella Clerici: “I gatti sono buoni da mangiare, ma io preferisco mangiare la topa”. Ma ecco le idee per i nostri spot.

CARNE MONTANA

Gringo entra in un saloon. Ogni attività si interrompe all’improvviso. La rissa si placa, i giocatori di poker mettono giù le carte, il pianista smette di suonare. Gringo si avvicina al tavolo del cattivissimo Black Jack, mentre la telecamera lo segue inquadrandolo di spalle, stile “The Wrestler”. La voce fuori campo inizia a declamare: “Quaggiù nel Montana tra mandrie e cowboy / c’è sempre qualcuno di troppo fra noi. / Si sa che Black Jack non è mai soddisfatto / di ciò che ogni giorno si trova nel piatto…”. Gringo slaccia il cinturone, sbottona la patta, srotola il pene e lo sbatte con violenza sul tavolo. La voce fuori campo continua: “Così mi rilasso, gliel’offro e lo spingo / gustalo tutto, te l’ordina Gringo”. Segue primo piano su Black Jack che indossa un bavaglino e sorride con l’acquolina alla bocca. Dissolvenza sul nero.

FONZIES

Musica lounge in sottofondo. Primo piano su una bellissima ragazza bionda che ansima e geme in preda al piacere. Si accarezza il collo, mentre l’inquadratura si allarga sui seni nudi. Primo piano su due dita che stringono un capezzolo, dettaglio sugli occhi che si chiudono e la bocca che si apre. I gemiti e i sospiri si fanno sempre più rapidi e rumorosi mentre l’inquadratura torna a scendere lungo l’addome di lei, prima l’ombelico, poi il pube, coperto solo da un minutissimo perizoma rosso, al centro del quale campeggia il marchio del prodotto. Infilata nel perizoma c’è la mano di un’altra ragazza, mora, che masturba la ragazza bionda fino a farle raggiungere l’orgasmo. La ragazza mora estrae la mano dal perizoma e si porta due dita alla bocca, leccandole lentamente, poi porta le due dita alla bocca della ragazza bionda e le fa leccare anche a lei. La voce fuori campo lancia lo slogan: “Se non ti lecchi le dita godi solo a metà”.

CONAD

Camera da letto. Un ragazzo e una ragazza dividono un letto matrimoniale. Lei dorme, lui è sveglio e pensieroso. D’un tratto lui si alza, accende la luce e la sveglia.
Lui: “Amore, svegliati, abbiamo un problema”.
Lei: (sbadigliando) “Tra di noi?”.
Lui: “Sì, tra di noi”.
Lei: “Che problema c’è?”.
Lui: “C’è che a me piace il cazzo!”
Lei: “Anche a me piace il cazzo. Dai, torna a dormire!”.
Dissolvenza sul nero. Fuori campo: “Conad. Persone oltre le cose”.

SPRITE

Esterno giorno. Un ragazzo e una ragazza siedono al tavolino di un bar sulla spiaggia. Bevono: lui una birra, lei acqua tonica. Accanto a loro, a un altro tavolo, una ragazza misteriosa li osserva. Indossa un cappello di paglia a tesa larga, degli occhiali da sole, e sorseggia lentamente da una lattina di Sprite, passandosi il pollice sulle labbra alla fine di ogni sorso. La ragazza misteriosa guarda con insistenza la nostra protagonista. Dopo un breve scambio di occhiate, la ragazza col cappello si alza e si dirige verso una cabina spogliatoio, entrandoci dentro e lasciandosi alle spalle la porta socchiusa. Dopo pochi secondi la nostra ragazza, come ipnotizzata, si alza a sua volta, sotto lo sguardo incredulo del ragazzo, e la segue, raggiungendola nella cabina e serrando la porta alle spalle. Da dentro arriva il suono di risate, seguite da mugolii di piacere. Dissolvenza sul nero. Fuori campo: “Sprite. Ascolta la tua sete”.

NOKIA

Un uomo dall’aspetto poco rassicurante cammina circospetto in un ambiente urbano. Indossa occhiali da sole, cappello e impermeabile. Sembra pedinare qualcuno. Estrae un cellulare e invia un sms, il cui testo appare in sovraimpressione: “L’ho trovato”. L’sms viene ricevuto da un altro uomo dall’aspetto altrettanto losco che lo legge e risponde: “Ti raggiungo”. Il pedinamento diventa palese. Il primo ragazzo segue a breve distanza un terzo personaggio che, accortosi di essere inseguito, prova ad accelerare il passo. Nuovo sms: “L’ho quasi preso”. Risposta: “Vi vedo, sono dietro di voi”. I due uomini in impermeabile chiudono la terza persona in un vicolo cieco. Questa, girandosi, si rivela essere Povia. Messo alle strette, Povia si posizione spalle al muro con un’espressione terrorizzata. I due gli sono addosso, lo afferrano per la camicia e lo sollevano di peso, lo picchiano e lo ficcano con la testa dentro un cassonetto. I due si levano occhiali, cappello e impermeabile, scattano una foto, la pubblicano su facebook, fanno 10.000 like, si sorridono vicendevolemente e si baciano. Sullo sfondo le gambe di Povia che si dimenano fuori dal cassonetto. Dissolvenza sul nero. Fuori campo: “Nokia. Connecting people”.

[artwork by aMusoDuro]

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